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16, 17, 18...Bingo! Gli articoli della discordia e dell'oscura politica


Non ho mai capito cosa ci trovino di speciale le persone nella Formula 1; è tutto così monotono. Vedi questi bolidi che fanno tutti 'sti giri, sempre uguali, un rumore infernale, mai guardato una gara, però una volta incontrai Schumacher in un negozio di Firenze e pensai: " Ammazza, è piccolo ma tanto caruccio ", fu la prima e ultima volta che apprezzai la Ferrari.
Possiamo vantarci di avere due Ferrari che danno lustro all' Italia: la prima corre, la seconda parlai n tv delle corse della prima e visto che la prima non vince una gara da anni, forse avrebbe bisogno di un restyling.

La seconda Ferrari, Paola, l'ha fatto eccome ma non le è bastato, la Rai l' ha scaricata, lei per ripicca ha scaricato Montezemolo che porello è stato scaricato pure da Marchionne, uno che c' ha la fissa di scaricare la gente.

Ha iniziato con gli operai della FIAT iscritti alla FIOM, qualche settimana fa Luca Cordero Di Montezemolo e due giorni fa pure De Bortoli direttore de Il Sole 24 ore. La sua colpa? Aver criticato Matteo Renzi il nostro Presidente del Consiglio, quello dei selfie così capite meglio.
Renzi s' è messo in testa di abolire l' articolo 18, che secondo lui nessuno dall' estero viene a investire in Italia per un articolo, mica perché deve pagare tangenti a politici e mafiosi.

E mentre aumenta la disoccupazione, lo Spread non sta un attimo fermo, Pompei crolla e pure io non mi sento tanto bene, Renzi non so per quale perversione mentale, pensa di rilanciare l' economia abolendo
l' articolo 18.

Però, che strano st' uomo due anni fa diceva l' esatto contrario, ma diceva anche che stava con Marchionne senza se e senza ma, poi un anno dopo si è accorto di aver detto una stronzata megagalattica (vabbé lui è un esperto in materia).
Si è scatenata una guerra tra poveri, precari contro statali, partite IVA contro tutti.
L' unica cosa che mette d'accordo gli Italiani è il Festival di Sanremo.

Notizia di ieri, anche la Camusso capo della CGIL il più grande sindacato italiano dice che sull' articolo 18 si può trattare. Ma come? Avevo già prenotato l'autobus per manifestare a Roma e ora si può trattare?
Non sarà che una volta all' anno tirano fuori sta storia dell'articolo 18 per distogliere l'attenzione dai problemi reali del Paese?


Anche il Presidente Napolitano si schiera con Renzi l'ha detto con viva e vibrante soddisfazione. Che poi Montezemolo è stato scaricato con 23 milioni di euro, praticamente due volte il PIL del Burundi. Notizia di oggi che Napolitano dovrà deporre in Cassazione al processo sulla trattativa Stato-Mafia.


E se se vogliamo dirla tutta, molti di quelli che sono per l'abolizione dell' articolo 18, sicuramente sono cresciuti, hanno potuto studiare grazie al lavoro dei loro genitori, lavoro probabilmente tutelato da quell' articolo che a loro non serve più.


SEL, varie ed eventuali


Eppure qualcuno mi aveva avvisata." Non parlare di SEL che chi tocca SEL muore ", scherzava ovviamente.
Ma il post precedente a molti non è piaciuto e per screditarmi qualcuno su facebook ha anche scritto di aver litigato con me perché avrei dato della "sporca negra" a qualcuno.
Tolto che questa persona non è nei miei contatti, non escludo l'eventualità di querelarlo.
La mia è una famiglia multietnica, multisessuale e multireligiosa. A casa mia non abbiamo pregiudizi nei confronti di nessuno, figuriamoci, sono una donna transessuale atea, ho una madre buddista e un cognato africano.
Ma lasciamo da parte la mia famiglia.

Torniamo alle elezioni amministrative di Firenze e in particolare alla coalizione in cui ero candidata. Premetto che ho passato il periodo antecedente alle elezioni in ospedale e che non essendo tesserata con nessun partito non ho mai partecipato a nessuna riunione.
Quello che so mi è stato riferito per cui non credo che le informazioni ricevute siano tutte vere, ma veritiere.

A Firenze si era provato a creare una Lista unica, sul modello della Lista Tsipras che includesse tutte le forze di sinistra, ma siccome nessun partito ha voluto rinunciare al proprio simbolo alla fine è nata una coalizione fatta da SEL, RC, e Firenze a Sinistra, la lista civica di Tommaso Grassi.
Io non saprei dirvi se Grassi ha scelto di andare da solo perché quasi metà del suo Partito SEL ha votato contro la sua candidatura o per altri motivi.
So che molti lo ritenevano inadatto, inesperto, troppo giovane e al posto suo sarebbe stato meglio candidare qualche professionista conosciuto a Firenze, che non si è mai occupato di politica ma ha un cognome altisonante.Questo avrebbe fatto la felicità della parte "Radical Chic" della coalizione.

Tra l'altro Sel avrebbe potuto scegliere meglio, la candidatura del giudice Minna fece molto arrabbiare Ilaria Cucchi  tanto per parlare di figure di alto prestigio.
Conosco Tommaso da cinque anni e nutro per lui una profonda stima e se ho accettato di candidarmi, l' ho fatto proprio perché il candidato sindaco era lui e perché speravo che la presenza di una donna transessuale nella lista di SEL sarebbe servita a parlare della mancanza di diritti per le persone trans, transgender, anche se, nel caso fossi stata eletta, mi sarei occupata dei diritti di tutti, come ho sempre fatto del resto negli ultimi 13 anni..
Ho fatto volontariato con detenuti, rifugiati politici, malati di AIDS, minori con gravi disagi, ho partecipato a molte iniziative delle donne "Unite in rete" ex SNOQ Firenze, e l' ho fatto sempre volentieri e senza guadagnarci un soldo.
Dentro SEL FI c' è una faida interna, inutile negarlo, poi se non si deve scrivere, mi spiace , ma non sono una persona faziosa.


Io ero diventata la competitor diretta della capolista; succede, non c' è niente di male, anzi, sarebbe stato bello portare due donne in consiglio comunale visto che siamo pochine ad essere presenti nelle istituzioni e ricoprire incarichi politici. Però qualcuno non deve averla presa bene la cosa, a distanza di due mesi alcune delle sostenitrici di Donella Verdi neo consigliere comunale di SEL non mi saluta neanche, ma non ho perso l'appetito, mangio come prima ve lo assicuro.
Ma dal momento che ieri qualcuno mi ha detto che dentro SEL non c' è omotransfobia, a quel qualcuno vorrei dire che durante la campagna elettorale c' era qualche compagno che parlava di me come "Un travello", "Un travestito" è arrivato addirittura a dire che mi prostituivo e che SEL aveva fatto male a candidarmi.
Uno da far invidia alla Mussolini.

Però visto che a sinistra non sono né sessisti né omotransfobici vi elencherò un po' di cose sentite con le mie orecchie.
- Tommaso non ha ma fatto niente per le donne nella scorsa legislatura, noi vogliamo una città in rosa
- Ma quella non avrebbe mai vinto, è una rovina famiglie
- Quello ci fa comodo è giovane, bello e piace alle fighe, porta voti
- Certo che potresti fare a meno di metterti i tacchi
- Hai rotto i coglioni con questi diritti "LGBTIQ"
- Tu candidandoti hai solo portato casini (mi temevano?)
E potrei continuare all' infinito.

Non mi stupirei se di me qualcuno ha detto che non potevo essere eletta perché sarei un' alcolista. Perché alle feste di partito a me piace bere, mangiare, ballare divertirmi in compagnia. La differenza è che se a ubriacarsi è una donna si fa a gara per accompagnarla a casa, si sa, una brilla abbassa le difese e magari ci scappa la sveltina.
Se si ubriaca un compagno che magari ha pure un ruolo nel Partito, lo si porta via di nascosto, in modo che nessuno se ne accorga (cameratismo maschile).
Se capita a me, mi si lascia su un marciapiede, alla mercé del primo ladro che passa.

Comunque le elezioni son passate, abbiamo portato in Consiglio tre consiglieri, due della Lista Grassi e una della Lista Sel, a cui vanno i miei migliori auguri di buon lavoro.
Io sono rimasta col cerino in mano, perché a differenza di altri del mio partito ho fatto più campagna per lui che per me, ma lui è stato eletto con la sua lista e giustamente se serve qualcuno per una Commissione si rivolge ai candidati della sua Lista, mentre Sel si affida ai suoi fedelissimi, tra i quali molti hanno votato contro la candidatura di Grassi.
Io non mi stupirei se qualcuno avesse votato in maniera disgiunta: Lista SEL e candidato sindaco Nardella, sapete come si dice :" A pensare male a volte ci s'azzecca ".

Concludo ringraziando Nicky Vendola che a chiusura della campagna elettorale alle Murate a Firenze mentre mi stringeva la mano diceva ai presenti:
" Lei la dovete fare eleggere, lei la dovete fare eleggere "

Se ho scritto cose non vere, dibattiamone pubblicamente, niente messaggi o telefonate, la nostra forza deve stare anche in questo, la capacità di fare autocritica, io per prima.
Adelante!


SEL: Sinistri, Eterofallici e Leccaculi.
Può nuocere alla salute


Tutto è cominciato a marzo, mi trovavo a casa di una signora per una riunione delle donne di SNOQ Firenze, quando la capolista della lista di SEL Firenze ha cominciato a chiedere se qualcuna fosse disposta a candidarsi, e allora fu tutto:
- Io non posso, lo sai che..
- Nemmeno io posso, lo sai che....
Ero l' unica a non sapere un cazzo, così mi uscì: " Io, se mi volete ci sto, mi candido!".
Nessuna delle presenti fece salti di gioia, la risposta fu:
" Chi lo beve il caffè?"
Vabbe' pensai, quanto meno ci ho provato.
In fondo io non ero tesserata con SEL anche se è il partito che ho votato, avevo fatto la volontaria alla Festa di SEL e partecipato a molte loro iniziative.
Di questa cosa ne parlai con un amico, che molto contento della cosa mi disse:
" Ele se ti candidi 3000 volantini te li regalo io ".

Passò più di un mese, mi ero già scordata di tutto, anche perché ero in ospedale per un intervento e proprio mentre mi trovavo in ospedale mi telefonarono per comunicarmi che ero stata inserita nei candidati al Consiglio Comunale per Sinistra Ecologia e Libertà a sostegno di Tommaso Grassi sindaco.

Ero euforica, un'esperienza unica e se fossi stata eletta sarebbe stato un segnale di cambiamento (illusa). La prima telefonata che ricevetti dopo la candidatura fu quella di un responsabile del Partito, non potevo farmi volantini, dovevamo averli tutti uguali.
Che strano pensai, quelli dei capolista giravano già in rete da un pezzo ed erano personalizzati.
Peccato ci volle un mese per avere i volantini che SEL aveva scelto per tutti.
Fu tutto un susseguirsi di telefonate:
" Sono stato io a volerti candidata!", sembrava che m'avessero voluta tutti quando in realtà mi ero autocandidata.
Il telefono squillava in continuazione.
" Hey, stasera c' è un apericena, domani un aperitivo ", e poi un altro e un altro ancora, quasi tutti rigorosamente vegani, quante farinate di ceci e dolcetti al seytan, un incubo! Na bella carbonara no? Pensavo.
Furono due mesi bellissimi, mi chiesero l' amicizia ventordicimila persone, bastava scrivere:
" Oggi ho fatto colazione al bar " e ti beccavi 200 likes, nessuno mi ha amata tanto come in quei due mesi.
Poi però qualcuno si accorse che visto il seguito che avevo rischiavo davvero di essere eletta.

Scattò subito l'allarme: " Raga' noi i neri, i froci e i travestiti li candidiamo per far vedere che siamo aperti, mica perché siano eletti! Vi siete già scordati che Pape Diaw invece di candidarlo in Toscana l' abbiamo candidato in Veneto?" perché si sa, il Veneto è la regione meno xenofoba d' Italia e Pape avrebbe sfondato.

Le elezioni sono passate, io non sono stata eletta, ma quelli calati dall' alto si, per loro si sono mobilitati addirittura i Parlamentari di SEL, perché la verità è che SEL rischia di sparire alle prossime elezioni con la nuova legge elettorale, quindi sarebbe opportuna un' alleanza col PD, operazione che qualcuno aveva in mente di fare anche a Firenze.

E solo dopo ho capito cos' erano quei
- Io non posso e sai perché.

Tanta gente non voleva Grassi come candidato sindaco, ma una figura di prestigio (!).

Grassi ha lavorato benissimo come consigliere nella scorsa legislatura e a parere mio era l' unico candidato proponibile. E molta di questa gente lavora a dei progetti finanziati dalla Regione, quindi dal PD, gente a cui conviene stare con un piede in due scarpe.
Ho solo una cosa da rimproverare a Tommaso Grassi, aver citato me e parte del mio programma alla conferenza stampa sui "Diritti LGBTIQ", invece di invitarmi di persona, ma forse era meglio non mostrarmi al pubblico.

Ora mi trovo nella strana situazione per cui SEL mi chiama solo quando c'è da volantinare, pulire, pubblicizzare un evento, e quando mi sono lamentata per il fatto di non essere stata coinvolta nell' organizzazione della Festa di SEL del mio quartiere, uno dei responsabili mi ha detto:
" Ma tu stavi nella Lista Civica con Grassi ".
" Io? Abbella, stai nel federale e non sai che stavo candidata nel tuo partito? Ma mi prendi per il culo? ".
Poi le ho chiesto di passarmi il numero del suo spacciatore.
Segue....

Perché mi candido!



Ho sempre sostenuto che battersi per i propri diritti equivalga a battersi per i diritti di tutti.

Ovviamente capisco in prima persona cosa significa essere una persona transessuale e cercare di avere una vita «normale» in questo paese.

La discriminazione è pesante, difficile trovare un lavoro e questo mi è stato spesso impedito proprio da chi perprofessione dovrebbe aiutare gli altri a trovare un impiego.
Non mi schiero a spada tratta con associazioni e movimenti, mi piace pensare che l'unione dei singoli cittadini possa portare ad un cambiamento positivo e questo è il motivo della mia candidatura.
I problemi in Italia sono molteplici, dalla violenza verso le donne a quella verso tutti i componenti della comunità LGBT, alla povertà sempre più in crescita, all'accoglienza dei migranti, la mancanza di posti di lavoro, problemi che viviamo anche nella nostra città. Mi piacerebbe che tutti i cittadini, di qualsiasi provenienza e orientamento sessuale, potessero avere gli stessi diritti.

Ecco la mia Firenze

Sono una donna transessuale che si è sempre occupata di diritti civili di minori, donne, persone omosessuali e transessuali,migranti e rom. Questi sono i valori che prima di ogni altra cosa voglio portare in Consiglio Comunale. Se si costruisce una cultura dei diritti si costruisce una città a misura di tutti e tutte.

Firenze deve essere una città in cui i residenti stanno bene: sul medio periodo è necessario migliorare i servizi, in primis il trasporto pubblico e ridurre l’inquinamento, che è uno dei più alti d’Italia.

Nel primo anno di mandato bisognerà costruire una politica partecipata, che dia valore alla rappresentanza e restituisca agli organi periferici dell’amministrazione la possibilità di incidere sul territorio restituendo alle periferie l’appartenenza finora negata.
Mi occupo di diritti civili quindi “salvo” la concessione della cittadinanza onoraria ai bambini figli di stranieri residenti in città:Firenze deve farsi promotrice della legge per lo Ius Soli che non può più essere rimandata.

Un altro tema che mi sta a cuore sono i matrimoni per le coppie omosessuali e il contrasto alla violenza sulle donne e alle discriminazioni di genere, argomenti a margine dell’amministrazione Renzi: un’amministrazione di sinistra deve farli propri con grande forza.

Firenze,durante l'amministrazione Renzi, ha certamente riacquisito visibilità a livello nazionale. Quali onori e, nel caso, quali oneri ha portato questa maggiore visibilità?

La visibilità in sé non è un onore: si può ottenere sapendo usare i media e gli strumenti della comunicazione senza necessariamente trasmettere contenuti di reale valore.

Quando si è visibili però ci sono degli oneri che ne derivano, primo fra tutti riuscire a creare nella città condizioni di vita positive per i residenti. Penso alla situazione abitativa, alle condizioni del traffico peggiorate dallo spot della pedonalizzazione più grande d’ Europa realizzata senza un piano integrato del traffico, alla mancanza delle condizioni per cui Firenze non sia solo museo ma città che produce ed esporta cultura.
Uno dei passaggi obbligati del prossimo sindaco di Firenze sarà quello di condurre la trasformazione della Provincia nella nuova Città Metropolitana. Che benefici avrà il Comune da questa novità?

Sarà un passaggio certamente complesso, tanto più che le norme e le regole attuative non sono ancora perfettamente chiare.
Non credo si debba ragionare in termini di vantaggio per il Comune ma di come rendere vantaggiosa questa riforma per tutti i cittadini della nuova istituzione.

Io, militante donna transessuale, tra gli sguardi “inquisitori” della sinistra radicale

Per capire quanto ancora la sinistra – anche quella che si auto definisce “radicale” – viva ancora di pregiudizi, racconterò la mia storia di candidata e militante transessuale. Durante la Campagna Elettorale, mi sono impegnata anche per “Un’altra Europa con Tsipras” lista che ho votato alle Europee.
Ho lavorato per la lista e sostenuto alcuni candidati che conosco e di cui mi fido. Subito dopo le Europee mi sono iscritta al Gruppo Operativo Tsipras Firenze, dove ho partecipato a cene per sostenere le spese della campagna elettorale e a riunioni organizzative. Non nascondo di essermi sentita sempre fuori posto, i “compagni” e le “compagne” spesso mi guardavano con insistenza come se venissi da un altro pianeta.

Una sera, ad esempio, sono andata al cinema con un’amica, ed ero vestita come si vestono tante donne “normali”. Verso le 23 siamo andate a un’incontro del gruppo Tsipras; qualcuno mi ha bacchettato perché (a suo dire) portavo tacchi troppo alti. Che scandalo!
La verità è che c’è tanto bigottismo in questa sinistra, che spesso è composta da persone che hanno sempre campato di sola politica e non hanno mai provato l’ebrezza di un giorno di lavoro.Persone abituate a relazionarsi con una transessuale solo quando si tratta di contrattare prestazioni sessuali a pagamento.

Ho sempre avuto l’impressione di essere vista come un essere strano, uscita fuori da chissà dove. Io che non ho nessuna tessera, non sono iscritta a nessun partito per scelta, proprio per avere la libertà di criticare quello che non ritengo giusto senza dover rendere conto a nessuno. Io che ho deciso di liberare la mia vera essenza, che viveva intrappolata nel mio corpo, anche lì, senza dover rendere conto a nessuno.
Circa due settimane fa ho chiesto a una referente del Comitato se era possibile creare un gruppo sui Diritti delle donne, visto quello che è successo in Europa con il Rapporto Estrella, e sui diritti LGBTIQ, vista la persecuzione di persone omosessuali e transessuali in alcuni paesi europei, Italia inclusa.

Ho ricevuto questa risposta: «Ci sono già troppi gruppi (sono 4) e le persone sono poche». Ma a giudicare dalla mole di mail che ricevo non si direbbe. E aprendone una ho trovato quella di una militante che propone un gruppo sui diritti delle donne, solo delle donne. Le risposte sono tante e tutte entusiastiche: “Ottimo, interessante, io partecipo…”. Ho pensato che il problema fossi io, quindi ho deciso di cancellarmi dal Gruppo e dalle newsletter.

L’Altra Europa? Non mi sembra né diversa né migliore delle altre, almeno sui temi dei diritti LGBTIQ. Ma si sa, le priorità sono altre.

Già Immagino i messaggi che mi arriveranno: “Soffri di manie di persecuzione – ti abbiamo sempre voluto bene – io ti ho pure votata”. Quando alla “sinistra radicale” si fanno notare certe contraddizioni, o si passa per matti o si è sicuramente in mala fede. La verità è che i pregiudizi e i retaggi culturali non si cancellano sventolando bandiere rosse e riempiendosi la bocca di retorica, perché quando gli sguardi restano “inquisitori” le casacche diventano tutte uguali. Auguro tutto il bene possibile alla Lista Tsipras, anche se temo che di questo passo la “sinistra radicale” dovrà contare i decimali.

Io proseguirò le mie battaglie da sola e con chi le condivide davvero, continuando a sensibilizzare le persone perché un domani quegli sguardi cambino per sempre.


Che poi a noi il rosa manco ci piace


Siamo nonne, madri, ragazze innamorate. Siamo mogli, figlie, nuore, sorelle, amiche.

Siamo amanti, amate. A volte siamo sole. Siamo grembo e siamo frutto.

Siamo culla e siamo mondo. Siamo quello che c’è in mezzo tra la culla e il mondo.

Siamo deluse, arrabbiate, violentate. Cadute, rialzate, sospese. A volte siamo incompiute.
Siamo manager, artiste, casalinghe, ricercatrici. Operaie, contadine, combattenti.

Sportive, dottoresse, sarte. A volte non facciamo nulla.


Ci piace lavorare ma spesso restiamo a casa Ci piace stare a casa ma qualche volta ci annoiamo. Ci piace entrare nella cabina di regia ma ci preferiscono comparse. A volte arriviamo in cima.

Siamo spirito libero, prigioniere di un corpo. Siamo un corpo che dà forma all’anima.

Siamo donne.

Vogliamo pari rispetto, non pari opportunità. In fabbrica, in politica. In azienda, per strada.
In ospedale, tra i campi. In famiglia. Siamo donne, non una quota rosa.

Che poi a noi il rosa manco ci piace

Grazie so much!


Care amiche e cari amici,

eccomi qua, al termine di questa lunga, faticosa ma intensa “avventura” politica. 
Come già sapete purtroppo non sono stata eletta. Ma posso considerami davvero soddisfatta per il risultato raggiunto, per me e per la mia coalizione. 

Ho fatto parte di una squadra grandiosa che è scesa in campo solo col cuore e con le esperienza di vita di ciascuno. Senza potenti mezzi e potenti amici alle spalle. A Firenze, poi, una città che di riflesso ha vissuto le dinamiche della politica nazionale per le ragioni che potete immaginare. Non è stato semplice giocare a Davide e Golia, ma ci abbiamo comunque provato. Possiamo dire di aver resistito fino alla fine, con dignità e onore, senza mai scendere a compromessi.


Ho raccolto 107 voti, arrivando così sesta nella mia lista, tredicesima nella coalizione. Soprattutto sono stata la terza donna più votata. Per me questa è la soddisfazione più grande.
Vorrei ringraziare tutti quelli che a diverso titolo mi hanno sostenuta in questa avventura.
Mi piacerebbe poterlo fare stringendo la mano a ciascuno, guardandovi negli occhi e chiamando tutti per nome. Non potendolo fare, mi limito a poche parole che vi prego di non considerare di circostanza.
Grazie, prima di tutto, alle concittadine e ai concittadini che hanno creduto così tanto in me da delegarmi a rappresentarli. 107 volte grazie per la fiducia prima ancora che per il voto. Porterò comunque avanti, nel mio piccolo e in ogni occasione, le battaglie per i diritti e gli impegni per cui mi avete scelta. Non perdiamoci di vista.

Grazie a Tommaso Grassi, a SEL, alla coalizione e a tutti quelli che mi hanno permesso di condividere questa esperienza. Che è stata anche una importante occasione per mettere “in comune” i nostri diversi percorsi di vita e politici. Non molliamo, il lavoro continua.
Grazie a tutte le amiche e agli amici che a diverso titolo mi sono stati vicini e mi hanno aiutata ogni giorno, facendomi sentire la loro presenza, fosse solo con messaggi di incoraggiamento.
Tutti voi avete condiviso un momento per me davvero significativo. Non lo dimenticherò mai. Al di là del risultato finale che ovviamente mi lascia una nota di velato dispiacere, per me è stata comunque un’esperienza straordinaria, che mi ha consentito di conoscere meglio la città, di vivere dal di dentro e da una posizione di responsabilità la politica.
Grazie anche a quelli che non hanno mai creduto nel nostro progetto, che lo hanno ignorato/ostacolato. L’agone politico è anche questo. Grazie a voi è stato forse più avvincente e appassionato.

Colgo l’occasione per fare una nota critica: non serve parlare di parità di genere se poi nei fatti pratici non esiste pari opportunità per noi donne. Non sono una esperta ma dalla mia breve esperienza ho come l’impressione che il meccanismo della doppia preferenza non sia stato rispettato o comunque non funzioni. Dobbiamo lavorare ancora e tanto perché già dai nastri di partenza e durante la corsa uomini e donne possano giocarsela alla pari davvero. Non sottovalutate, vi prego, questo tema al prossimo giro. Non voglio essere polemica. Dare a tutti le stesse opportunità è un atto di civiltà.
Grazie.

Questo momento di bilancio e di ringraziamento non è un punto di arrivo ma di partenza.


TDOR 2012: L'indifferenza ci uccide ogni giorno


Era una bellissima giornata di sole a Barcellona quel maggio di vent'anni fa.

Io e la mia amica Claudia, una bellissima ragazza transessuale di 24 anni, decidemmo di fare un giro al mercato della Rambla. All'improvviso un uomo armato di coltello si avventò su Claudia gridando di essere stato prescelto da Dio per fare pulizia di omosessuali e pervertiti.
Claudia morì sotto i colpi di quel coltello, che furono più di 30. Una scena che non dimenticherò mai. Così come non dimentico Nunzia. La mattina eravamo insieme dal parrucchiere, nella notte fu trovata in un campo in periferia di Milano, uccisa a colpi di pistola.

Ce ne sono tantissime che non ho conosciuto di persona ma che hanno fatto la stessa fine.

L'uccisione delle persone transessuali è un crimine molto diffuso di cui però non si parla molto, forse perché suscitano odio e paura da parte di persone fragili e senza strumenti culturali adeguati.

In Italia tutti sanno chi siano Yara, Sara, Elisa, Melania, ma quanti si ricordano ad esempio di Brenda,la transessuale ( non "il trans", come ripetevano i telegiornali), trovata morta nel suo appartamento di via Gradoli nei giorni dello scandalo-Marrazzo, uccisa in circostanze che non sono mai state chiarite?

La società italiana non sembra molto sensibile al tema della "Transfobia", la paura e l'odio nei confronti delle persone transessuali, uomini e donne che hanno avuto la sfortuna di nascere in un corpo sbagliato. Proprio ieri un' amica mi diceva che questo ricordare è stucchevole, le priorità sono altre anche perché secondo lei le trans possono fare quello che vogliono come già fanno. 

Vero, le persone transessuali possono fare quello che vogliono e lo fanno ma non nel nostro paese. Forse questa amica si riferiva a quelle che frequentano i salotti televisivi al caldo, ma a queste poche fortunate se ne contrappongono migliaia cui è impedito di lavorare, di studiare, di progettare una vita dignitosa se non nell'angolo di una strada.Avete idea della fatica che fa una persona transessuale a trovare un lavoro che non sia quello di prostituirsi? Riuscite a immaginare quante volte si viene chiamate per un colloquio di lavoro perché si ha il curriculum giusto, il giusto percorso di studi, e poi si viene scartati con imbarazzo quando il datore di lavoro si accorge di avere davanti una persona transessuale?

Immagine di Laura Denu

Il giorno 20 novembre di ogni anno vengono fatte delle celebrazioni in tutto il mondo per ricordare tutte le persone transessuali uccise esclusivamente per odio trans-fobico. L'evento venne creato da Gwendolyn Ann Smith in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto web "Remembering Our Dead" e nel 1999 a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l'evento è cresciuto fino a comprendere commemorazioni in centinaia di città in tutto il mondo, celebrazioni sistematicamente ignorate dai media generalisti italiani. Purtroppo nel nostro paese il pensiero di molti è che una persona transessuale, in quanto sicuramente prostituta: è una equazione offensiva che i media fanno in automatico- in fondo se la sia andata a cercare una fine violenta.

Secondo alcune statistiche le persone transessuali in Italia sono circa 50.000, un bacino elettorale che conta poco e per questo privo di appeal durante le campagne dei vari schieramenti, anche quelli più liberali. Sarà per questo che la Politica non si preoccupa di tutelarle con delle leggi apposite, come dimostrato dalla recente bocciatura della legge sulla'omo e transfobia.


Avanzi di vita

Stamattina sono andata a rinnovare la carta d'identità. La sala d'attesa è piena di gente. Prendo il numerino,tiro fuori un libro dalla borsa e aspetto il mio turno.
Entra un ragazzo africano,alto bello,cerca di vendere fazzolettini di carta per racimolare qualche spicciolo.


Io faccio finta di non guardare,ho pochi soldi non lo posso aiutare.
Lui si avvicina a tutti ma nessuno compra niente; poi un signore molto garbato, tira fuori delle monetine, gliele dà e gli dice:"Tieni,basta che te ne vai affanculo". Lui prende le monetine impassibile, le mette in tasca e poi si avvicina a me. 

Sono raffreddata, ho la borsa piena di kleenex, non me ne servono altri penso, ma poi prendo quello che ho nella borsa e glielo do, pazienza,casa mia è vicina, tornerò a piedi invece di prendere l'autobus.
Lui fa per uscire, poi torna indietro e mi sussurra :"Tu sei bella".

So cosa intendeva, non si riferiva al mio aspetto fisico, ha capito che eravamo uguali.
Ha capito perché soffre, perché si soffre.
La mia sofferenza è la sua...e forse la nostra.
La sofferenza di noi avanzi di vita, oggetti e pelli da usare e poi buttare.


I Fantastici 5+1


Eravamo in tanti ieri sera incollati al teleschermo. Un confronto così non s'era mai visto.
Gli sfidanti alle primarie del PD per la prima volta tutti insieme appassionatamente.
C'è Tabacci, vecchio volpone democristiano.
La Puppato, unica donna fino a ieri sconosciuta ai più, che pure il giornalista se la dimentica.


C'è Matteo Renzi, vecchio democristiano anche lui, ma più che un volpone pare uno scoiattolo.
Vendola, il narratore, il compagno e poeta, che parla a tutti ma non tutti lo capiscono (Cit. Matteo Salvini).
C'è Bersani, che con la sua pacatezza ieri ha superato Prodi, Lexotan 2 il ritorno.

Su tutti spicca lui, il giovane Matteo da FiRenzi, una via di mezzo tra Pierino e Vanna Marchi, parla, sputacchia, (quello di Vendola non era sudore ma la saliva di Renzi), ha i tempi giusti, guarda sempre la telecamera, spara numeri a caso, ogni tanto sembra cercare qualcuno tra il pubblico (Gori?), come per avere conferma che sta andando forte, usa inglesismi a tutto andare, ma ha lasciato la esse a "La ruota della fortuna" , dice di essere un ragazzo fortunato, (cazzarola ragazzo a 40 anni quasi?), cita Mandela e una giovane blogger tunisina, lui ha studiato, segue le tendenze, strappa molti applausi, che si sia portato la claque da casa? Però secondo i sondaggi vince.

Ma il vero vincitore è Oscar Giannetto anche lui un personaggio di fantasia, ma che ha vinto su tutti.
E io? Io sono confusa, candidati di "Sinistra" che citano Papi e Cardinali.

Caro Enrico Berlinguer, mi sa che siamo rimasti in pochi a volerti bene.