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SEL: Sinistri, Eterofallici e Leccaculi.
Può nuocere alla salute


Tutto è cominciato a marzo, mi trovavo a casa di una signora per una riunione delle donne di SNOQ Firenze, quando la capolista della lista di SEL Firenze ha cominciato a chiedere se qualcuna fosse disposta a candidarsi, e allora fu tutto:
- Io non posso, lo sai che..
- Nemmeno io posso, lo sai che....
Ero l' unica a non sapere un cazzo, così mi uscì: " Io, se mi volete ci sto, mi candido!".
Nessuna delle presenti fece salti di gioia, la risposta fu:
" Chi lo beve il caffè?"
Vabbe' pensai, quanto meno ci ho provato.
In fondo io non ero tesserata con SEL anche se è il partito che ho votato, avevo fatto la volontaria alla Festa di SEL e partecipato a molte loro iniziative.
Di questa cosa ne parlai con un amico, che molto contento della cosa mi disse:
" Ele se ti candidi 3000 volantini te li regalo io ".

Passò più di un mese, mi ero già scordata di tutto, anche perché ero in ospedale per un intervento e proprio mentre mi trovavo in ospedale mi telefonarono per comunicarmi che ero stata inserita nei candidati al Consiglio Comunale per Sinistra Ecologia e Libertà a sostegno di Tommaso Grassi sindaco.

Ero euforica, un'esperienza unica e se fossi stata eletta sarebbe stato un segnale di cambiamento (illusa). La prima telefonata che ricevetti dopo la candidatura fu quella di un responsabile del Partito, non potevo farmi volantini, dovevamo averli tutti uguali.
Che strano pensai, quelli dei capolista giravano già in rete da un pezzo ed erano personalizzati.
Peccato ci volle un mese per avere i volantini che SEL aveva scelto per tutti.
Fu tutto un susseguirsi di telefonate:
" Sono stato io a volerti candidata!", sembrava che m'avessero voluta tutti quando in realtà mi ero autocandidata.
Il telefono squillava in continuazione.
" Hey, stasera c' è un apericena, domani un aperitivo ", e poi un altro e un altro ancora, quasi tutti rigorosamente vegani, quante farinate di ceci e dolcetti al seytan, un incubo! Na bella carbonara no? Pensavo.
Furono due mesi bellissimi, mi chiesero l' amicizia ventordicimila persone, bastava scrivere:
" Oggi ho fatto colazione al bar " e ti beccavi 200 likes, nessuno mi ha amata tanto come in quei due mesi.
Poi però qualcuno si accorse che visto il seguito che avevo rischiavo davvero di essere eletta.

Scattò subito l'allarme: " Raga' noi i neri, i froci e i travestiti li candidiamo per far vedere che siamo aperti, mica perché siano eletti! Vi siete già scordati che Pape Diaw invece di candidarlo in Toscana l' abbiamo candidato in Veneto?" perché si sa, il Veneto è la regione meno xenofoba d' Italia e Pape avrebbe sfondato.

Le elezioni sono passate, io non sono stata eletta, ma quelli calati dall' alto si, per loro si sono mobilitati addirittura i Parlamentari di SEL, perché la verità è che SEL rischia di sparire alle prossime elezioni con la nuova legge elettorale, quindi sarebbe opportuna un' alleanza col PD, operazione che qualcuno aveva in mente di fare anche a Firenze.

E solo dopo ho capito cos' erano quei
- Io non posso e sai perché.

Tanta gente non voleva Grassi come candidato sindaco, ma una figura di prestigio (!).

Grassi ha lavorato benissimo come consigliere nella scorsa legislatura e a parere mio era l' unico candidato proponibile. E molta di questa gente lavora a dei progetti finanziati dalla Regione, quindi dal PD, gente a cui conviene stare con un piede in due scarpe.
Ho solo una cosa da rimproverare a Tommaso Grassi, aver citato me e parte del mio programma alla conferenza stampa sui "Diritti LGBTIQ", invece di invitarmi di persona, ma forse era meglio non mostrarmi al pubblico.

Ora mi trovo nella strana situazione per cui SEL mi chiama solo quando c'è da volantinare, pulire, pubblicizzare un evento, e quando mi sono lamentata per il fatto di non essere stata coinvolta nell' organizzazione della Festa di SEL del mio quartiere, uno dei responsabili mi ha detto:
" Ma tu stavi nella Lista Civica con Grassi ".
" Io? Abbella, stai nel federale e non sai che stavo candidata nel tuo partito? Ma mi prendi per il culo? ".
Poi le ho chiesto di passarmi il numero del suo spacciatore.
Segue....

Diritti LGBTIQ, l’Onu fa passi avanti, l’OMS è ferma agli anni ’80


L’Onu fa passi avanti sul tema dei diritti delle persone omosessuali; è di qualche giorno fa la notizia che i suoi dipendenti e le sue dipendenti omosessuali che si sposeranno in un paese diverso da quello di provenienza, dove è possibile il matrimonio tra persone dello stesso sesso, verrà riconosciuto a pieno titolo e godranno di tutti i benefici come l’assistenza sanitaria.
Fino ad oggi invece, venivano riconosciuti solo i matrimoni tra persone dello stesso sesso solo se i dipendenti provenivano da un Paese dove erano già legali, quelli contratti in paesi terzi invece no. Ma grazie al segretario generale Ban Ki-Moon saranno riconosciuti in ogni caso, qualunque sia il paese di provenienza.

Ad esempio, se dipendenti omosessuali iraniani (Paese dove l’omosessualità è punita con l’impiccagione), si sposassero in un paese terzo, il loro matrimonio sarebbe riconosciuto.


Bisogna aggiungere però che se si è arrivati a questo risultato lo si deve al gruppo UN-Globe, che rappresenta i dipendenti omosessuali dell’ ONU che da ben vent anni faceva pressione per cambiare la politica delle Nazioni Unite. La direttiva entrerà in vigore a partire dal 26 luglio e si applicherà a tutti i dipendenti dell’ Onu in tutto il mondo, anche agli Ugandesi che nel loro paese rischiano l’ ergastolo grazie a una Legge votata anche dai cattolici e su cui Papa Francesco, quello di: «Chi sono io per giudicare un gay?», stavolta non ha proferito parola.

«Troppi di noi – ha commentato il presidente di UN-Globe Hyung Hak Nam – hanno sofferto per questa situazione. Troppi di noi non hanno potuto garantire ai loro partner i diritti elementari. Questa è una grande vittoria».

Ma se l’ Onu fa passi avanti, l’OMS invece è partita con una caccia alle streghe. L’organizzazione ha lanciato una proposta che suggerisce ai gay di assumere preventivamente farmaci antiretrovirali come forma di prevenzione. A quanto pare, dopo trent’anni l’AIDS è ancora considerata dall’OMS “La peste dei gay”, così veniva definita negli anni 80. Una boutade vergognosa e discriminatoria, anche perché ormai il virus colpisce tutti indiscriminatamente, in particolare le donne che spesso contraggono la malattia grazie a dei compagni infedeli, ma quando se ne accorgono è ormai troppo tardi.

E poi non si tiene minimamente conto degli effetti collaterali dei farmaci antiretrovirali: danneggiano il fegato, i reni, l’umore e l’elenco sarebbe lungo. L’iniziativa dell’ OMS sembra quasil’ennesimo regalo alle case farmaceutiche. Forse l’organizzazione dovrebbe aggiornarsi e seguire approcci più scientifici e meno ideologici. Magari cominciando a non considerare più il transessualismo una patologia, come ha già fatto con l’omosessualità da oltre vent’anni.